La pubblicità arriva su ChatGPT anche in Italia. In questo articolo ti spieghiamo come funzionano gli annunci su ChatGPT, chi può utilizzarli, come si creano le campagne, quali dati vengono utilizzati e cosa cambia per aziende e PMI.
Come abbiamo detto anche in articoli precedenti, il modo in cui cerchiamo informazioni online sta cambiando. Per anni abbiamo digitato parole chiave su Google, cliccato sui risultati e confrontato siti, prodotti e servizi. Oggi, invece, sempre più persone formulano ricerche long tail attraverso frasi complete e conversazioni con strumenti basati sull’intelligenza artificiale, invece di affidarsi esclusivamente a singole keyword.
Ed è proprio in questo nuovo comportamento che entra ChatGPT Ads.
Dal 2026 OpenAI ha iniziato a introdurre la pubblicità all’interno di ChatGPT, portando il modello anche in Europa. L’Italia è tra i 31 mercati europei coinvolti nell’espansione di ChatGPT Ads e dal 31 agosto 2026 l’accesso self-service tramite ChatGPTAds Manager è disponibile nei mercati europei annunciati da OpenAI.
Per le aziende non si tratta semplicemente di un nuovo spazio pubblicitario. La vera novità è il contesto: un annuncio può comparire mentre una persona sta conversando con ChatGPT, spiegando cosa sta cercando, quali caratteristiche deve avere un prodotto, quali alternative sta valutando o quale problema vuole risolvere.
E questo potrebbe cambiare il modo di fare advertising online.
Cos’è ChatGPT Ads?
Sono annunci pubblicitari che possono essere mostrati all’interno dell’esperienza ChatGPT.
OpenAI li sta sviluppando come un nuovo canale pubblicitario basato sul contesto conversazionale: l’obiettivo è intercettare l’utente mentre sta esplorando, confrontando alternative o prendendo una decisione. È proprio questo il posizionamento con cui OpenAI presenta oggi la propria piattaforma pubblicitaria agli inserzionisti.
Gli annunci vengono visualizzati separatamente dalle risposte generate da ChatGPT e sono identificati come contenuti sponsorizzati. L’inserzionista, quindi, non può pagare per modificare la risposta dell’intelligenza artificiale o far sì che ChatGPT consigli direttamente il suo prodotto.
ChatGPT non diventa un motore di ricerca con banner pubblicitari. Diventa piuttosto un nuovo ambiente nel quale la pubblicità può incontrare una persona mentre sta già manifestando un’intenzione.
ChatGPT Ads è arrivato in Italia?
Sì. OpenAI ha annunciato il 18 agosto 2026 l’espansione di ChatGPT Ads in 31 mercati europei, tra cui l’Italia. L’espansione europea è iniziata nella settimana successiva all’annuncio e il 31 agosto 2026 OpenAI ha comunicato la disponibilità dell’accesso self-service tramite Ads Manager nei 31 mercati.
Questo significa che il mercato italiano non è più soltanto un’ipotesi futura: ChatGPT Ads è diventato un canale pubblicitario concretamente accessibile agli inserzionisti idonei.
La disponibilità e le funzionalità possono comunque evolvere mentre OpenAI continua a sviluppare la piattaforma.
Per questo, prima di pianificare una campagna, è sempre opportuno verificare direttamente lo stato del proprio account e del mercato di riferimento.
Come funziona ChatGPT Ads?
Il funzionamento presenta alcune analogie con la pubblicità digitale tradizionale, ma introduce una differenza importante: il contesto della conversazione.
Immaginiamo, per esempio, che una persona scriva: “Sto cercando un software gestionale per una PMI con 30 dipendenti. Deve integrarsi con il CRM e permettere di automatizzare alcuni processi.“
La conversazione contiene molte più informazioni rispetto a una semplice keyword come:
“software gestionale PMI”
Il sistema pubblicitario può utilizzare il contesto della conversazione per individuare annunci pertinenti, senza che l’inserzionista possa leggere la conversazione dell’utente.
OpenAI spiega infatti che gli annunci vengono selezionati utilizzando segnali che rimangono all’interno di ChatGPT. A seconda delle impostazioni, questi possono includere il contenuto della conversazione in corso e informazioni di contesto; con la personalizzazione degli annunci possono entrare in gioco ulteriori segnali.
Un nuovo modello di advertising
Il passaggio importante è quindi questo: da “cosa hai cercato?” a “cosa stai cercando di ottenere?”
Non significa che Google Ads o Meta Ads diventino inutili. Significa che ChatGPT può inserirsi in un momento diverso del percorso decisionale.
Facciamo un breve paragone:
- Google intercetta spesso una ricerca esplicita.
- Social advertising può intercettare interessi, comportamenti e audience.
- ChatGPT può intercettare un’intenzione espressa attraverso una conversazione.
Fonte dell’immagine originale: OpenAI Ads (https://ads.openai.com/it-IT).
Dove vengono mostrati gli annunci su ChatGPT?
Gli annunci sono progettati per essere chiaramente identificabili e separati dalle risposte di ChatGPT. OpenAI indica che il contenuto pubblicitario non modifica la risposta generata dal modello.
Secondo le informazioni pubblicate da OpenAI, gli annunci possono essere mostrati agli utenti dei piani Free e Go, mentre i piani Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu non includono annunci.
Questo è un elemento importante anche per le aziende che stanno valutando il nuovo canale: il pubblico potenzialmente raggiungibile è quello che utilizza ChatGPT nelle esperienze supportate dalla pubblicità.
Dove si creano gli annunci su ChatGPT?
Inizialmente il progetto coinvolgeva un numero limitato di inserzionisti e prevedeva il supporto diretto di OpenAI e di partner.
Successivamente OpenAI ha introdotto un Ads Manager self-service, permettendo alle aziende di creare e gestire direttamente le campagne.
Attraverso Ads Manager è possibile, tra le altre cose:
- creare campagne;
- impostare budget e obiettivi;
- caricare gli annunci;
- gestire le campagne;
- monitorare le performance;
- modificare e ottimizzare le attività pubblicitarie.
Quanto costa fare pubblicità su ChatGPT?
Questa è probabilmente una delle domande più interessanti per le aziende. La risposta breve è: non esiste un costo fisso unico valido per tutte le campagne.
Il modello pubblicitario di ChatGPT è in evoluzione.
OpenAI ha inizialmente sperimentato un modello basato sul CPM, cioè sul costo per mille impression, e successivamente ha introdotto il CPC (cost per click), permettendo agli inserzionisti di collegare maggiormente la spesa alle azioni generate dagli annunci.
Questo significa che, per chi come noi, arriva da Google Ads o Meta Ads, il concetto è familiare.
La differenza non sta tanto nel meccanismo di acquisto quanto nell’ambiente nel quale l’annuncio viene mostrato.
Per questo, oggi avrebbe poco senso decidere se ChatGPT Ads è “conveniente” guardando esclusivamente il CPC.
ChatGPT Ads vs Google Ads: qual è la differenza?
È probabilmente il confronto che interessa maggiormente a chi si occupa di marketing.
| Google Ads | ChatGPT Ads |
|---|---|
| Intercetta una ricerca | Intercetta una conversazione |
| Forte utilizzo di keyword | Forte utilizzo del contesto |
| Intento espresso attraverso una query | Intento espresso attraverso linguaggio naturale |
| SERP e risultati sponsorizzati | Ambiente conversazionale |
| Landing page centrale | Landing page ancora importante |
| CPC consolidato | Modello CPC in evoluzione |
| Ecosistema pubblicitario maturo | Canale ancora in fase di sviluppo |
ChatGPT Ads non significa “Google Ads è morto”.
Google possiede ancora un ecosistema pubblicitario estremamente maturo e un’enorme quantità di dati, strumenti e funzionalità.
ChatGPT introduce invece un nuovo punto di contatto tra domanda e offerta.
La domanda per le aziende non dovrebbe quindi essere: “Devo abbandonare Google Ads?” ma: “Esiste una parte del mio pubblico che prende decisioni attraverso strumenti conversazionali e che posso raggiungere anche qui?”
Perché ChatGPT Ads può essere interessante per le PMI?
Per una PMI il vantaggio potenziale non è necessariamente avere milioni di impression.
È riuscire a essere presenti nel momento in cui il potenziale cliente sta valutando una soluzione.
Facciamo un esempio proprio su di noi. Quindi, pensiamo a una software house.
Un utente potrebbe chiedere: “Quali software posso utilizzare per automatizzare la gestione degli ordini di una PMI?”
La richiesta non è soltanto informativa.
È potenzialmente l‘inizio di un percorso di acquisto. Ed è proprio questo il tipo di momento che OpenAI identifica come interessante per gli inserzionisti: persone che esplorano alternative, confrontano opzioni e stanno prendendo una decisione.
Per questo ChatGPT Ads potrebbe risultare particolarmente interessante per:
- software e SaaS;
- e-commerce;
- servizi professionali;
- formazione;
- tecnologia;
- prodotti ad alto coinvolgimento;
- aziende B2B;
- servizi locali;
- brand che richiedono una fase di valutazione prima dell’acquisto.
Non significa però che ogni azienda debba necessariamente investire subito.
Il nuovo canale va testato.
SEO e intelligenza artificiale: cosa cambia con la pubblicità conversazionale?
Qui arriva uno degli aspetti più interessanti e di cui noi di Ingage parliamo spesso nei nostri canali social.
L’arrivo della pubblicità su ChatGPT non rende la SEO meno importante.
Al contrario, potrebbe renderla ancora più strategica.
Perché? Perché advertising e presenza organica rispondono a esigenze diverse.
Un’azienda può pagare per avere visibilità attraverso un annuncio.
Ma può anche lavorare affinché il proprio brand, prodotto o servizio venga considerato nelle risposte organiche dei sistemi di ricerca basati sull’intelligenza artificiale.
È qui che entra in gioco la GEO – Generative Engine Optimization.
L’obiettivo non è più soltanto posizionarsi su Google.
È anche costruire contenuti che siano:
- chiari;
- autorevoli;
- strutturati;
- facilmente comprensibili dai motori generativi;
- realmente utili;
- coerenti con le domande degli utenti.
Per un’azienda, quindi, la strategia più interessante potrebbe essere:
SEO + GEO + advertising conversazionale.
Non tre attività separate, ma tre componenti della stessa strategia di acquisizione digitale.
Conviene iniziare a fare ChatGPT Ads nel 2026?
Non esiste una risposta uguale per tutte le aziende.
Ma ci sono alcuni casi in cui testare il canale ha senso. Se vendi un prodotto o servizio che richiede ricerca, confronto e valutazione, ChatGPT potrebbe rappresentare un ambiente interessante.
Se invece il tuo prodotto ha una domanda molto bassa o il tuo pubblico non utilizza strumenti conversazionali per prendere decisioni, potrebbe essere più utile investire prima in altri canali.
La strategia migliore, soprattutto per una PMI, non è spostare immediatamente tutto il budget.
È creare un test controllato.
Per esempio:
- definire un obiettivo;
- identificare un’offerta specifica;
- scegliere una landing page;
- impostare un budget iniziale;
- definire KPI e conversioni;
- confrontare ChatGPT Ads con altri canali;
- analizzare la qualità dei lead;
- decidere se aumentare, modificare o interrompere l’investimento.
Cosa dovrebbe fare oggi un’azienda italiana?
L’arrivo di ChatGPT Ads in Italia è soprattutto un segnale.
Il comportamento degli utenti sta cambiando e, con esso, anche il modo in cui le aziende possono intercettare la domanda.
Per prepararsi, un’azienda dovrebbe lavorare su quattro fronti.
1. Analizzare come viene cercato il proprio brand
- Cosa chiedono gli utenti su ChatGPT?
- Quali problemi descrivono?
- Quali competitor confrontano?
- Quali domande precedono l’acquisto?
2. Rafforzare SEO e contenuti
Non basta avere una pagina prodotto.
Servono contenuti che rispondano alle domande reali degli utenti.
3. Lavorare sulla GEO
I contenuti devono essere facilmente interpretabili anche dagli ambienti di ricerca generativa.
4. Testare il nuovo advertising
Una piccola campagna ben progettata può fornire dati molto più utili di una grande campagna lanciata senza una vera strategia.
FAQ: ChatGPT Ads in Italia
ChatGPT Ads è pubblicità a pagamento. La GEO, o Generative Engine Optimization, riguarda invece l’ottimizzazione dei contenuti affinché siano più facilmente utilizzabili e citabili dagli ambienti di ricerca generativa. Sono strategie diverse ma potenzialmente complementari.
Conclusione: ChatGPT Ads è il nuovo Google Ads?
Probabilmente no. E sarebbe un errore presentarlo così.
ChatGPT Ads è piuttosto l’inizio di un nuovo spazio pubblicitario costruito attorno a un comportamento diverso: non digitare soltanto una keyword, ma conversare con un’intelligenza artificiale per arrivare a una decisione.
Per le aziende italiane il 2026 potrebbe quindi essere l’anno giusto per iniziare a sperimentare.
Non necessariamente con grandi budget.
Ma con strategia, contenuti, tracciamento e KPI chiari.
Perché la vera domanda non è:
“Dobbiamo fare pubblicità su ChatGPT?”
La domanda che anche noi ci stiamo ponendo è: “I nostri potenziali clienti stanno già usando l’AI per cercare ciò che vendiamo? E noi siamo pronti a farci trovare?”
Se la risposta è sì, ChatGPT Ads merita almeno un test.
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